Danzamovimentoterapia · individui, gruppi, enti
Il corpo non deve essere perfetto. Deve poter essere ascoltato.
Percorsi di danzamovimentoterapia in cui il movimento diventa uno spazio per conoscersi, esprimersi e stare in relazione. Non esiste il passo giusto. Esiste il tuo. E da lì cominciamo.
- adulti
- disabilità
- gruppi ed enti
È per te se…
A un certo punto il corpo smette di essere casa.
Diventa un posto da correggere, da controllare, da nascondere. Qualcuno ti ha insegnato che vali se non sbagli.
Io vengo dall'agonismo. So cosa vuol dire un ambiente che ti spinge finché non ti senti più, e ho passato vent'anni a costruire l'esatto opposto.
Vincevo, e qualcuno veniva comunque a dirmi che ero troppo magra, che avevo le gambe storte, che potevo stare più dritta. Quella è violenza psicologica pura. E io quella roba lì non la ammetto.
Il movimento arriva dove le parole, a volte, non arrivano.
Attraverso il gioco, l'improvvisazione e la relazione, ciò che senti può prendere forma senza dover essere subito spiegato. Non serve saper ballare. E nemmeno sapere in anticipo che cosa fare con le braccia.
Si parte da quello che c'è: il respiro, un gesto, una possibilità. Da lì il corpo può trovare modi nuovi di esprimersi, entrare in relazione e abitare lo spazio.
Quando esiste già una rete educativa, riabilitativa o sanitaria, il percorso dialoga con le figure che ne fanno parte. Cammina accanto alla cura. Non prende il posto di nessuno.
Un metodo. Non un'improvvisazione.
Il primo incontro
Ci conosciamo e ascoltiamo la domanda. Anche quella che non sai ancora formulare bene. Il primo incontro serve a capire di cosa hai bisogno e se questo può essere il percorso giusto per te.
La progettazione
Definiamo obiettivi, tempi e modalità. Il percorso viene costruito sulla persona o sul gruppo: non esiste una formula da applicare uguale a tutti.
Gli incontri
Movimento, gioco, improvvisazione, ascolto. A volte emerge leggerezza, altre volte qualcosa di più scomodo. Non devi gestirlo da sola: lo attraversiamo insieme, rispettando i tuoi tempi.
La restituzione
Ci fermiamo a osservare che cosa è cambiato: nel corpo, nelle relazioni e nel modo di stare dentro l'esperienza. Quando il percorso coinvolge un ente o una rete di cura, la restituzione viene condivisa nelle modalità concordate.
L'offerta
Cosa ricevi, nero su bianco.
Percorso individuale
- Primo incontro conoscitivo e analisi della domanda
- Percorso costruito sui tuoi obiettivi
- Otto incontri individuali
- Dialogo con la rete educativa o di cura, quando necessario
- Restituzione conclusiva
Gruppi & enti
- Progettazione dedicata al contesto
- Integrazione dei più fragili
- Vent'anni dentro reti multidisciplinari
Il tuo sì deve essere vero.
Il primo incontro serve anche a questo: se non senti che è la tua strada, non si continua. Nel mio modo di lavorare non esiste il «devi». Il percorso comincia solo quando scegli di esserci.
Vent'anni, migliaia di corpi.
La danzaterapia è il cuore da cui è nato tutto il resto. Lavoro dentro scuole, comunità per la disabilità, università e associazioni.
Le domande che mi fanno sempre.
Devo saper ballare?
No, mai. Non è una lezione di ballo e non esiste un passo giusto. Serve solo il tuo corpo, com'è oggi.
È una terapia vera?
È una terapia complementare, che si inserisce dentro una rete multidisciplinare. Non sostituisce medici o psicoterapeuti: lavora con loro.
E se mi vergogno?
La scomodità emotiva fa parte del lavoro, non è un ostacolo. Lo spazio è protetto e non sei mai sola a gestirla.
Lavori anche con la disabilità grave?
Sì, è una parte importante del mio lavoro, sempre dentro l'équipe che già segue la persona.
Quanto costa?
Il percorso individuale è un ciclo di otto incontri a 250€. Per gruppi ed enti si costruisce un progetto e un preventivo sul contesto.
Il primo passo è un incontro.
Ci conosciamo, capiamo il bisogno, e decidi tu se è la tua strada.
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